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Bulgaria

Admin
|
Europa
|
15/4/2024

Macerie di Unione sovietica nell'Unione europea

La Bulgaria è forse la nazione che meglio rappresenta l'anello di congiunzione tra i resti dell'Unione sovietica e la moderna, emancipata, a noi cara Unione europea.

La prima sensazione che ho vissuto appena arrivato in Bulgaria è stata quella di entrare a contatto con dei resti di Unione Sovietica, in una società ormai del tutto amalgamata con la nostra moderna "civiltà" europea, ma che non vuole scrollarsi definitivamente di dosso le macerie della propria, storica, appartenenza all'Unione sovietica.

Lo si percepisce prima di tutto dalla scrittura cirillica, che molto probabilmente deve la paternità proprio al vescovo bulgaro Clemente di Ocrida, ma anche dai volti, dai modi, dalle risposte secche e laconiche che possono apparire scostanti e maleducate, ma in realtà figlie di una un'educazione e di una cultura di stampo sovietico. Una cultura fondamentalmente bolscevica, nella quale il lavoro e lo spirito di sopravvivenza lasciano poco spazio ai modi gentili, al garbo e a tutti quei fronzoli ai quali siamo invece stati abituati, soprattutto noi popoli mediterranei.

Ma la stessa cultura si mescola gradualmente a un moderno pensiero liberale, progressista, osservabile soprattutto nei giovani, ormai multi etnici e multiculturali, i quali non hanno mai vissuto in prima persona alcuna forma di appartenenza con la vecchia Unione sovietica e vedono nella nuova "Unione" una forma di crescita, di miglioramento e di appartenenza a un cultura diametralmente opposta a quella che ha educato le generazioni precedenti. Figli di Mosca, ma genitori di una nuova Berlino.

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